Una rivoluzione nella biomedicina che ha portato a riconoscere che il microbiota intestinale (cioè i trilioni di microrganismi che risiedono nell’intestino) ha un ruolo nella regolazione di quasi tutti i principali sistemi fisiologici del corpo, compreso il sistema nervoso centrale.

Un numero crescente di ricerche si è concentrato sulle vie di comunicazione bidirezionali tra i batteri intestinali e il sistema nervoso centrale: l’asse microbiota-intestino-cervello

Il microbiota intestinale può comunicare con il cervello direttamente attraverso il sistema nervoso intestinale che invia segnali al cervello o indirettamente stimolando la liberazione di ormoni intestinali o trasformando i componenti della dieta in una serie di sostanze tra cui acidi grassi a catena corta, amminoacidi, neurotrasmettitori (serotonina, triptofano e acido gamma-amino-butirrico) e vitamine che influenzano il metabolismo ed il sistema immune che a loro volta influenzano l’integrità della barriera ematoencefalica e le funzioni cerebrali. 

CHE COSA COMPORTA UN’ALTERAZIONE DEL MICROBIOTA INTESTINALE A LIVELLO CEREBRALE? 

Un’alterazione nella composizione del microbiota intestinale (disbiosi intestinale) può attivare diverse vie di segnale delle cellule intestinali, portando alla sovra-produzione di sostanze infiammatorie che, oltre a causare lesioni intestinali, raggiungono il cervello attraverso la circolazione sanguigna, contribuendo allo sviluppo di disfunzioni cerebrali

Inoltre, la disbiosi intestinale interferisce con la normale produzione di acidi grassi a catena corta, neurotrasmettitori e ormoni intestinali, tutti fondamentali per la funzione cerebrale.

Gli studi sugli animali hanno originalmente permesso di dimostrare il ruolo cruciale che il microbiota ha nello sviluppo e nel mantenimento della funzione cerebrale.

Questi studi hanno evidenziato che:

  • l’assenza di microrganismi nell’intestino influenza le funzioni cerebrali;  
  • il trattamento con specifici microrganismi può modificare il comportamento; 
  • gli antibiotici influenzano il sistema nervoso enterico e il cervello.

IL BENESSERE DELL’INTESTINO INFLUENZA CERVELLO E PSICHE

L’evidenza che più del 20% dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale presenta disturbi del sonno e depressione ha suggerito che anche nell’uomo il benessere dell’intestino possa influenzare psiche e funzioni cognitive.

E’ chiaro come, con queste premesse, che il lavoro sul trauma a livello fisiologico e il lavoro naturopatico si incontrino ed entrino in sinergia.

Si può notare nei clienti come un lavoro sinergico aiuti in modo importante entrambi gli ambiti.

Laddove si pone attenzione all’intestino e al sistema nervoso e li si guarda insieme si osservano risultati che alleggeriscono molto il cliente.

In naturopatia è ben noto da tempo, ma gli studi aiutano a creare buona informazione ed anche ad evitare il fai da te casuale o la casuale assunzione di fermenti lattici.

Per riassumere

Principali meccanismi di interazione microbiota-cervello:

  1. Sistema nervoso enterico e nervo vago: Il sistema nervoso enterico, spesso chiamato “secondo cervello”, è costituito da una rete di neuroni che riveste il tratto gastrointestinale. È strettamente connesso al cervello attraverso il nervo vago, che trasmette informazioni sullo stato del microbiota e della digestione al sistema nervoso centrale (SNC).
  2. Produzione di neurotrasmettitori: I batteri intestinali producono neurotrasmettitori e loro precursori, come:
  • Serotonina: circa il 90% della serotonina corporea è prodotta nell’intestino.
  • Dopamina e GABA: regolano il tono dell’umore, il comportamento e la reattività allo stress.
  1. Influenza sul sistema immunitario: Il microbiota regola la risposta immunitaria attraverso l’interazione con la barriera intestinale. Squilibri nella flora intestinale possono contribuire a un’infiammazione cronica di basso grado, che è associata a disturbi come la depressione e l’ansia.
  2. Metaboliti microbici: I batteri intestinali producono acidi grassi a catena corta (come butirrato, acetato e propionato) che influenzano direttamente la funzione cerebrale, agendo su infiammazione, neuroplasticità e metabolismo energetico.
  3. Barriera emato-encefalica: regolazione della permeabilità.

Prendiamoci cura di noi stessi a partire dal corpo, là risiede anche la nostra anima

Emilia Marcello

BIBLIOGRAFIA

  • Dott.ssa Cecilia Invitti Endocrinologa e diabetologa presso Auxologico Capitanio
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